Intervista a Lorenzo Vaccarino, Senior Sales Advisor - GuardOne Zucchetti
Negli ultimi anni la digitalizzazione della supply chain ha compiuto passi importanti all’interno di fabbriche e magazzini. Tuttavia, molte aziende continuano a sottovalutare ciò che accade al di fuori dei confini fisici dell’impresa: il trasporto, la gestione degli asset sul territorio e le attività operative svolte “in movimento”.
Non si tratta dell’unico problema della supply chain, ma di uno dei punti più critici e meno presidiati, dove si concentrano inefficienze, rischi operativi e mancanza di controllo. È qui che spesso si interrompe la continuità del dato e il flusso informativo perde valore, rendendo più fragile l’intero processo decisionale.
Visibilità limitata, decisioni incomplete
Nel trasporto merci e nei servizi sul territorio, le aziende devono confrontarsi con una complessità crescente: flotte eterogenee, fornitori diversi, vincoli temporali stringenti e asset di valore distribuiti su aree sempre più ampie.
La difficoltà non è solo sapere dove si trovano mezzi e merci, ma comprendere come vengono utilizzati, se le attività rispettano le tempistiche previste e se i processi operativi vengono eseguiti correttamente. Quando queste informazioni non sono disponibili o non sono integrate nei sistemi aziendali, la gestione resta reattiva, frammentata e poco governabile.
L’esperienza maturata sul campo in progetti complessi di digitalizzazione del trasporto mostra come il vero limite emerga quando i dati esistono, ma rimangono isolati, incapaci di dialogare con il resto dell’ecosistema digitale aziendale.
Dal controllo operativo alla prevenzione dei rischi
Il tema, quindi, non è più solo la sicurezza del trasporto, ma la gestione operativa end-to-end. Le aziende richiedono strumenti in grado di garantire visibilità continua, ridurre il rischio di furti, ritardi o utilizzi impropri e supportare decisioni basate su dati affidabili e aggiornati.
In questo scenario, tecnologie come la geolocalizzazione avanzata, l’Internet of Things e i sensori intelligenti assumono un ruolo centrale. Consentono di monitorare anche asset tradizionalmente non connessi e di trasformare il dato operativo in un vero elemento di governo, non più limitato alla sola funzione di controllo.
La supply chain come ecosistema integrato
Il salto di qualità avviene quando le informazioni raccolte sul territorio vengono integrate nativamente con i sistemi aziendali, come TMS e piattaforme di fleet management, contribuendo a un flusso informativo continuo lungo tutta la supply chain.
È questo approccio che permette alle aziende di evolvere da una gestione reattiva a una gestione proattiva, anticipando le criticità, riducendo costi e rischi operativi e migliorando l’affidabilità complessiva del servizio.
L’offerta Zucchetti per la Digital Supply Chain
All’interno della visione Zucchetti per la Digital Supply Chain, ogni anello della catena contribuisce a garantire efficienza, controllo e sostenibilità economica. Anche ciò che avviene sul territorio diventa parte integrante del modello digitale, completando il quadro informativo aziendale.
In questo contesto si inserisce GuardOne, soluzione del Gruppo Zucchetti pensata per estendere la supply chain digitale oltre i confini tradizionali, raccogliendo e valorizzando i dati provenienti da veicoli, merci e asset distribuiti.
L’obiettivo è costruire una supply chain realmente integrata, in cui ogni punto – interno o esterno all’azienda – contribuisce a migliorare l’efficienza operativa, ridurre i costi e mitigare i rischi. È questo il valore dell’approccio Zucchetti e il beneficio concreto per le aziende che scelgono di intraprendere un percorso di digitalizzazione esteso e coerente.